Si è svolta ieri sera presso la Biblioteca Comunale la presentazione del libro di Ester Rizzo “Le ricamatrici”; organizzato dall’Associazione Maria Cristina di Savoia. Sono intervenuti oltre alla Presidente, la Professoressa Lilla Aronica, la Professoressa Gina Noto Termini e la
Professoressa Maria Pia Carmina che hanno fatto degli interventi molto precisi e decisamente esaustivi, mirati e coinvolgenti. Ed anche Don Filippo Barbera è intervenuto per dare un saluto e il suo contributo. Ha concluso l’autrice la quale oltre che a parlare della storia appunto delle
ricamatrici di Santa Caterina di Villarmosa (storia vera) ha voluto evidenziare come in generale il ruolo delle donne sia da sempre emarginato e non valorizzato quasi volontariamente. “Le ricamatrici” è un romanzo quindi che affronta tematiche diverse, dal ruolo della donna nella
società alla solidarietà femminile e alle tradizioni religiose e sociali tipiche di una comunità di paese. Ed il ricamo diventa quindi per l’autrice che ho avuto il piacere alla fine di salutare, parlando anche del “Tombolo di Mirabella Imbaccari”, un mezzo di riscatto e di speranza che
attraversa tutta la narrazione ambientata ovviamente in una Sicilia che fa da sfondo con le sue contraddizioni a tutta la narrazione. Il che mi ha fatto ricordare come da piccolo vedevo in via Roma una signora che usava il “tombolo”; che a Ravanusa era molto utilizzato e apprezzato.
Insomma, una bellissima serata con la presenza in sala del Sindaco Salvatore Pitrola e del neo Assessore Rocco Carlisi e anche tra il pubblico dell’altro neoassessore Giovanni Di Caro. A fare da cornice al tutto, bene in mostra, alcuni manufatti appunto del ricamo ad esaltare il risultato quasi “divino” di un lavoro frutto non solo di fatica manuale ma anche soprattutto di inventiva e spiritualità naturale. Perché il ricamo, penso ormai sia assodato, è una vera e propria Arte che ci riporta anche senza volerlo alla storia del nostro passato.
La Marca Girolamo